Comprare all’estero amplia la scelta e a volte fa risparmiare, ma importare un’auto conviene solo se la procedura è gestita bene. Vale per la Germania come per gli altri Paesi UE.
I Paesi UE più comuni
Oltre alla Germania, anche Francia, Belgio, Paesi Bassi e Spagna offrono buone occasioni a seconda del modello. Restando nell’Unione Europea non ci sono dazi doganali e si paga in euro.
La procedura in sintesi
- Ricerca e verifica dell’auto (storia, km, documenti);
- pagamento sicuro e ritiro dei documenti originali;
- certificato di conformità (COC), indispensabile per l’immatricolazione;
- trasporto (bisarca assicurata o targhe di esportazione);
- nazionalizzazione: IPT, eventuale collaudo, targhe italiane e iscrizione al PRA.
L’IVA: la regola chiave
Per un’auto usata in regime del margine non si versa altra IVA in Italia. Per un “mezzo nuovo” UE (meno di 6 mesi o meno di 6.000 km) l’IVA è invece dovuta in Italia. È la distinzione che cambia di più il conto: va chiarita prima di acquistare.
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Domande frequenti
Si possono importare auto solo dalla Germania?
No. Si importa da tutta l’UE: Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Spagna e altri. La scelta dipende da dove si trova l’occasione migliore per il modello cercato.
Ci sono dazi per importare un’auto da un Paese UE?
No, all’interno dell’Unione Europea non ci sono dazi doganali. I costi sono trasporto, nazionalizzazione ed eventuale IVA se l’auto è classificata come “mezzo nuovo”.
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