La Germania è il mercato dell’usato più grande d’Europa: più scelta, auto spesso ben tenute e, su alcuni modelli, prezzi più convenienti. Ma importare un’auto dalla Germania conviene davvero solo se la procedura è gestita correttamente. Ecco come funziona.
La procedura passo per passo
- Ricerca e verifica. Si individua l’auto e si controlla storia, chilometraggio e documenti. Diffida dagli annunci troppo convenienti.
- Pagamento sicuro. Mai anticipi a sconosciuti: il pagamento va protetto e contestuale al ritiro dei documenti.
- Documenti tedeschi. Servono la Zulassungsbescheinigung Teil I e II (libretto e foglio di proprietà) e il certificato di conformità (COC), indispensabile per l’immatricolazione in Italia.
- Trasporto. Con bisarca assicurata (consigliato) oppure su strada con targhe di esportazione e assicurazione temporanea.
- Nazionalizzazione. In Italia si fa la reimmatricolazione: pagamento dell’IPT, eventuale collaudo, nuove targhe italiane e aggiornamento al PRA.
I costi da mettere in conto
- Prezzo dell’auto (in euro: la Germania è in area euro, nessun cambio valuta).
- Trasporto dalla Germania all’Italia.
- Nazionalizzazione: imposta provinciale di trascrizione, pratiche e targhe.
- IVA, solo in alcuni casi: vedi sotto.
L’IVA: quando si paga
È il punto più frainteso. Per un’auto considerata usata e venduta in regime del margine, di norma non si versa altra IVA in Italia. Per i cosiddetti “mezzi di trasporto nuovi” — in ambito UE un’auto con meno di 6 mesi oppure meno di 6.000 km — l’IVA è invece dovuta nel Paese di destinazione, cioè in Italia. È una distinzione che cambia molto il conto finale: vale la pena chiarirla prima di acquistare.
I rischi più comuni
- COC mancante o difficile da ottenere (blocca l’immatricolazione);
- chilometraggio non veritiero;
- auto con finanziamento o gravami non estinti all’estero;
- errata valutazione del regime IVA, con costi a sorpresa.
È qui che un consulente fa la differenza: gestisce verifica, pagamento sicuro, trasporto e nazionalizzazione chiavi in mano. Vedi come gestiamo l’importazione o parla con un consulente.
Domande frequenti
Conviene davvero importare un’auto dalla Germania?
Conviene quando il risparmio sul prezzo supera i costi di trasporto e nazionalizzazione, e quando si trova un modello/allestimento difficile da reperire in Italia. Va sempre fatto un conto completo prima di acquistare, IVA inclusa.
Quali documenti servono per immatricolare in Italia un’auto tedesca?
Servono la Zulassungsbescheinigung Teil I e II, il certificato di conformità (COC), il documento di acquisto e i dati dell’intestatario. Con questi si procede a IPT, eventuale collaudo, targhe italiane e iscrizione al PRA.
Quanto tempo serve per importare e immatricolare?
In genere da una a poche settimane, a seconda di trasporto, disponibilità dei documenti (soprattutto il COC) e tempi della pratica di nazionalizzazione.
Devo pagare l’IVA su un’auto usata tedesca?
Di norma no, se l’auto è usata e venduta in regime del margine. L’IVA in Italia è dovuta per i “mezzi nuovi” UE, cioè con meno di 6 mesi o meno di 6.000 km.
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